Borgobianco si trova a soli 5 Km da Polignano a Mare, sulle colline che da sempre rappresentano la zona residenziale del paese. Dalle camere del resort si scorge il mare e le luci bellissime del paese

Le origini di Polignano sono antichissime e presentano ancora numerosi interrogativi. Secondo alcuni studiosi, l'antica Neapolis, potrebbe essere una delle due colonie che, nel IV secolo a.C., Dionigi II di Siracusa fondò sulle coste adriatiche per rendere sicure le navigazioni marittime. Tuttavia, scavi e ricerche condotte hanno dimostrato come i segni più evidenti risalgono al Neolitico. Indagini archeologiche, effettuate sul territorio, hanno attestato l'esistenza di villaggi risalenti all'età del bronzo. Ancor prima però, a nord dell'abitato, si possono trovare le più antiche tracce di popolamento, che risalgono all'era pleistocenica o glaciale.

Nel II millennio a.C., l'approdo degli Iapigi spinse gli abitanti a trasferirsi nella zona dell'attuale centro storico. Nel III secolo a.C., l'intera regione passò sotto la dominazione di Roma, che ne fece luogo di riserva e scorrimento di beni, a cominciare dal grano. In questo modo, la vecchia Neapolis diventò ben presto un centro attivo, in quanto statio lungo la via, secondo molti studiosi la via Traiana, che collegava Roma a Brindisi, all'epoca ponte verso l'Oriente.
Per il suo essere una terra di mezzo,  nel VI secolo, Polignano fu sotto la giurisdizione dell'Impero d'Oriente e dal IX al XI seguirono i Longobardi, gli Arabi e poi i Bizantini che intensificarono i rapporti con l'Oriente. Con l'avvento dei Normanni, che restarono in questa terra fino al 1194, il prestigio e la fama del paese crebbe, merito anche della presenza dei Benedettini, che ne fecero di Polignano un ancoraggio mistico. E' di questo periodo l'Abbazia di San Vito.
Anche Federico II ebbe dei rapporti diretti con Polignano, terra natale di messer Zaccaria, medico della corte sveva. Durante la dominazione angioina e poi aragonese, le attività commerciali si svilupparono sotto il controllo di esperti mercanti veneziani e furono effettuate opere di fortificazione della città, per proteggere la popolazione dai mussulmani e dalle incursioni dei pirati.
Nel 1494, grazie alla conquista da parte di Carlo VIII, Polignano passò sotto il controllo del Regno di Napoli fino alla fine del XVII, a cui fece seguito la dominazione spagnola, che vi regnò fino all'inizio del XVIII.
Nel settembre del 1690, un'imbarcazione, proveniente da Cattaro, approdò a Polignano per poi spostarsi a Monopoli. Entrambe le città portuali furono contagiate dalla peste. Nel secolo successivo, la città assunse la funzione di controllo e avvistamento per impedire l'approdo furtivo di navi straniere in modo da arginare il rischio di ulteriori  propagazioni delle frequenti epidemie pestilenziali, provenienti soprattutto dall'Oriente.

Nel 1785, su ordine del vescovo Mattia Santoro, furono eseguiti degli scavi in alcuni orti della Mensa vescovile, nei paraggi dell'attuale piazza Aldo Moro, dove, molto probabilmente, sorgeva un'antica necropoli. Vennero alla luce numerosi reperti, tra cui vasi pregiati e monete di stampo greco. Questo dimostra che, sin dall'antichità, Polignano coniasse una propria moneta.
Anche Polignano aderì al movimento risorgimentale, tanto da ospitare una squadriglia della setta dei Filadelfi e una vendita della Carboneria. Nell'agosto del 1862, il consiglio municipale deliberò di aggiungere al nome "Polignano" la dizione "a Mare": modifica sancita da un regio decreto firmato da Vittorio Emanuele II.
All'indomani del secondo conflitto mondiale, avviata la ripresa economica, Polignano a Mare si impose, e si impone sempre più come località turistico-balneare con la sola ed unica forza, derivante dalle sue straordianarie e invidiate bellezze naturali.